Numero: A042        
Azienda: Amarelli Fabbrica di liquirizia sas        
Sede principale (Provincia): Cosenza        
website: http://www.amarelli.it/        
Settore: Alimentari – Produzione/Distribuzione        
Marchio protagonista: Amarelli        
Titolo Completo: Pina Amarelli. Il fascino discreto della liquirizia        
Anno di pubblicazione: 2004        
Lingua/e: Italiano        
Numero di pagine: 120        
ArtDirector/Responsabile Editoriale/Curatore: Gian Arturo Rota        
Agenzia/Studio Grafico/Editore: Studio Grafico Artigiano, Barbara Gavazzi, Veronelli Editore        
Copywriter/Redattore: n.d.        
Ricerca storica e/o fotografica: n.d.        
Fotografo/i: n.d.        
Illustratore: n.d.        
Prestampa/Elaborazione Immagini: 2B Fotolito        
Stamperia: Nuovo Istituto Italiano di Arti Grafiche        
Formato: 16×21        
Tipo di Confezione: Brossura con cucitura a filo refe        
Descrizione della copertina: Cartonata, rivestita in carta stampata e plastificata  
Sovraccoperta: SI        
Astuccio, custodia o cofanetto: NO        
Carta utilizzata (pagine interne): Carta speciale, lavorata, goffrata, metallizzata, martellata ecc
Piattaforma creativa: La monografia è un testo riguardante sia la storia della famiglia Amarelli, sia quella dell’azienda. L’opera è ricca di citazioni di membri della famiglia che propongono ricordi dal loro punto di vista.        
Descrizione dei contenuti: L’opera presenta la storia dell’azienda sia presentandone i componenti, sia narrando le vicende storiche che la caratterizzano. Parte del volume è dedicata alla materia prima ed alla sua trasformazione.        
Descrizione formale della Monografia: La monografia ha l’aspetto di un romanzo. La sovraccoperta presenta un fondo beige, una fato in bianco e nero delle donne della famiglia e, in primo piano, una foto a colori di Pina Amarelli. La copertina presenta due gradazioni di verde, mentre titolo, autrice e casa editrice sono di colore bianco. L’interno del volume presenta prevalentemente testi, ma non mancano le foto d’epoca.        
Luogo di conservazione: Archivio OMI