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Un pesciolino di nome Alice. Intervista a Irene Rizzoli, AD di Delicius Rizzoli spa.

Irene-Rizzoli“Alice o Acciuga?” è il dilemma che dà il titolo alla monografia di Delicius Rizzoli spa, leader in Italia nel mercato delle Acciughe ed altri prodotti ittici conservati.
L’opera, scritta col cuore da Irene Rizzoli, Amministratore Delegato e responsabile Ricerca e Sviluppo dell’azienda parmense, al Premio OMI 2016 si è aggiudicata il terzo premio assoluto.
Abbiamo chiesto ad Irene Rizzoli di raccontarci come è nata questa monografia che, a partire da questo titolo che attrae e incuriosisce.

Dottoressa Rizzoli, nella vostra monografia “Alice o Acciuga?” la narrazione, pur rispettando una progressione temporale classica, va quasi “contromano” rispetto alla maggior parte di opere analoghe che, nell’Osservatorio Monografie d’Impresa, studiamo. Infatti la narrazione parte dal prodotto per risalire all’azienda, per poi concludersi con la presentazione di ricette a tema, e quindi con il momento del consumo. Da cosa nasce questa brillante intuizione di seguire fisiologicamente la filiera produttiva?

Ho voluto raccontare anche come un prodotto apparentemente povero sia diventato trasversale nelle abitudini alimentari

“Alice o Acciuga?” ha una struttura atipica perché non nasce per raccontare solo la storia imprenditoriale della nostra famiglia, ma per raccontare come un prodotto apparentemente povero come l’acciuga sia diventato trasversale nelle abitudini alimentari di diverse generazioni, fin da tempi più antichi, e da lì l’esigenza di partire da un’altra prospettiva.
Nello studiare la storia delle prime scatolette di acciughe ho poi scoperto l’intreccio di ulteriori tasselli; estremamente interessante è stato il collocare alcuni membri della famiglia all’interno del proprio contesto storico e verificare come questo abbia influenzato per certi aspetti anche le scelte imprenditoriali.
Poi c’è la passione e la professionalità di molte altre persone oltre la mia famiglia, altri protagonisti silenziosi di questa storia che hanno contribuito e contribuiscono tutt’ora a scriverne capitoli importanti.
Il racconto poi si intreccia con la fotografia, che diventa parte integrante della narrazione.
Talvolta addirittura il testo prende spazio all’interno delle immagini,  creando un secondo livello di lettura fatto di dettagli e chiaroscuri.
Le fotografie, realizzate da Stefania Giorgi, scrivono una trama potente e raffinata, con lo scopo di accompagnare il lettore all’interno di una vicenda, per certi versi anche inaspettata. 

Quale è stato, oltre al tributo alla longevità dell’azienda di famiglia, l’impulso che vi ha spinto a realizzare questa monografia?

Un’impresa familiare
porta avanti un sogno
per lasciarlo
a chi verrà dopo.

Scherzando, quando mi chiedono il motivo per cui ho scritto questo libro, rispondo che in un’etichetta di pochi centimetri sarebbe stato difficile raccontare tutto quel che avevo da dire e così ho scritto un libro!
In realtà questo libro per me rappresenta anche molto altro: un omaggio ai miei genitori cui va il merito di ciò che Delicius rappresenta oggi, e un dialogo aperto coi miei figli, con la speranza che in un prossimo futuro anche loro sentano il desiderio di partecipare a questo disegno.
Perché alla fine l’impresa familiare è anche questo: portare avanti un sogno e farlo proprio quel tanto che basta per lasciarlo a chi verrà dopo. 

Cosa significa per Voi, azienda e famiglia, il riconoscimento ottenuto al Premio OMI 2016?Ricevere questo premio è per noi motivo di  grande orgoglio.
È il riconoscimento di un progetto che ci ha coinvolto personalmente ed emotivamente.
Discostandoci dall’impianto classico della monografia d’impresa, ci ha gratificato il fatto che questo lavoro sia stato capito e apprezzato.

2016-09-09T16:26:55+00:00 settembre 2nd, 2016|0 Comments

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