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Le cabine elettriche: da brutti anatroccoli a strumenti di comunicazione e cultura

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cabina elIl dialogo tra le attività imprenditoriali produttive – e più ancora di servizi – e il territorio sta diventano un’istanza sempre più pressante e le aziende, per i loro ineliminabili insediamenti, già da anni prestano particolare attenzione all’impatto di questi sul paesaggio, oltre che sulla natura. Il concetto del “brutto necessario” non funziona più.
Dal dopoguerra in poi abbiamo assistito alla proliferazione di un’edilizia industriale che – dettata a volte anche dalla fretta – è brutta. Ma tanto-tanto.
Niente a che vedere con le costruzioni industriali erette precedentemente, molte delle quali abbattute per far posto al nuovo, altre fortunatamente rimaste e oggi, rilette con occhi nuovi, entrate a far parte di quella che viene definita “archeologia industriale”.
Poi ci sono quelle costruzioni la cui forma è meramente dettata dalla funzione, senza pretese estetiche ed accettate nel panorama come piccolo male indispensabile.
E’ il caso delle cabine elettriche: quelle casette o torrette “della luce”, piccole, grigiastre e scarabocchiate, che per forza di cose ci dobbiamo tenere.
Per carità, sono un male minore, c’è sicuramente di peggio, ma Agsm, l’azienda veronese di produzione e distribuzione di energia elettrica, calore, gas e servizi di telecomunicazioni, queste sue torrette tristanzuole proprio non le digeriva.
Così, nel maggio del 2016, ha indetto un concorso dedicato a giovani talenti disposti a esprimere la loro creatività per rendere piacevoli esteticamente le cabine elettriche.
ApolloHa vinto un collettivo di writers – EyeLabDesign – che ha applicato le sue idee decorando le piccole costruzioni con riferimenti mitologici all’energia e omaggi agli inventori che l’energia l’hanno saputa catturare.
Ecco quindi Apollo, Eolo, Zeus saettante, ma anche Alessandro Volta con la sua povera rana, Edison, Thesla…
Il risultato di questi grandi disegni indubbiamente si nota.
Potrà piacere o non piacere ma, almeno per un po’, nelle strade periferiche di Verona al posto delle tristi cabine avremo questi colorati “scatoloni”, che potranno forse stimolare la curiosità o rinfrescare la memoria dei passanti sul legame tra i personaggi raffigurati e la corrente elettrica.
voltaL’iniziativa é significativa della necessità di creare e mantenere dialogo e integrazione col territorio e le persone che lo vivono, prioritariamente per una società di servizi, ma diffusamente per tutte le imprese che intendono fare della Brand Reputation uno strumento di crescita. 

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